Io non sono un qualunquista, e non amo neanche quella che (ipocritamente) si chiama posizione indipendente. Se sono indipendente, lo sono con rabbia, dolore e umiliazione: non aprioristicamente, con la calma dei forti, ma per forza. E se dunque mi preparo a lottare come posso, e con tutta la mia energia, contro ogni forma di terrore, è, in realtà, perchè sono solo. Il mio non è qualunquismo nè indipendenza: è solitudine. Ed è questo, del resto, che mi garantisce una certa, magari folle e contraddittoria, oggettività.
Pier Paolo Pasolini Introduzione a "Il Caos".
<<Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca>>
La procura antimafia di Palermo: tramite Dell'Utri capitali illeciti per le holding del Cavaliere
<<Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca>>
I legali del presidente di FI si oppongono alla perquisizione: è un parlamentare
La procura antimafia di Palermo sospetta che capitali di provenienza illegica siano finiti, tramite Marcello Dell'Utri, nelle holding di Silvio Berlusconi e ne vuole aprire i forzieri. Ma i legali del presidente di FI, Giuseppe De Luca ed Ennio Amodio, si oppongono al decreto di perquisizione, per le <<prerogative riconosciute all'onorevole Berlusconi quale appartenente alla Camera dei Deputati>>. Dunque un invito a chiedere autorizzazione a Montecitorio. La Procura replica con <<richiesta di esibizione e consegna di copia degli atti>>, motivata da improrogabili <<esigenze processuali>> nell'ambito dell'indagine per riciclaggio contro Dell'Utri. Il primo atto di questa schermaglia processuale è un decreto di perquisizione del 16 giugno. I pm Antonio Ingroia e Nico Gozzo, titolari anche dell'indagine sull'ipotesi di concorso in riciclaggio contro Dell'Utri (parallela al processo per concorso esterno in fase dibattimentale) chiedono di acquisire copia dei documenti contabili di alcune società, le cosiddette "Holding", che controllano l'intero capitale della Fininvest. In particolare, si chiede l'esibizione degli atti costitutivi, dei libri-soci e dei libri-giornale delle società: della "Holding Italiana prima" alla "Holding Italiana ventitreesima". Sei giorni dopo, il 24 giugno, giunge a Palermo notifica di opposizione degli avvocati De Luca e Amodio. <<Nelle holdong - scrivono i legali - si trova concentrato il patrimonio personale dell'onorevole Berlusconi che costituisce punto di riferimento e strumento della sua attività imprenditoriale, come tale quindi protetto dalla tutela costituzionale accordata a tutti i rapporti riconducibili alla attività personale del cittadino investito di funzioni parlamentari>>. Gli avvocati invitano perciò la procura di Palermo a chiedere l'autorizzazione alla Camera per acquisire le informazioni richieste su ventidue Holding citate nel provvedimento, quelle detenute <<direttamente o indirettamente dall'onorevole Berlusconi>>. Via libera, invece, per la "Holding Italiana Ventitreesima" che fa capo, spiegano i legali, <<ad altre persone della stessa famiglia>> non coperte dalla tutela accordata ai parlamentari. La Procura replica allora rinnovando la richiesta di esibizione degli atti che le interessano, motivandola con <<esigenze processuali determinate dalla sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati ascritti a Marcello Dell'Utri>>. La Procura sostiene infatti che nell'acquisizione di "pacchetti film" da parte della società "Reteitalia spa", negli anni '70 e '80, sarebbero confluiti capitali illeciti.
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Questo pomeriggio, sentendo le dichiarazioni di Berlusconi riguardo la proposta di acquisizione di Alitalia da parte di AirFrance, ho detto a mio padre: "Vuoi vedere che alla fine la compra lui? I soldi li ha e poi sai che colpo in campagna elettorale?". Ma subito dopo ho pensato che fosse una follia industriale anche per Berlusconi.
Bene, probabilmente, come al solito, non ho considerato che dal dopoguerra in Italia andiamo avanti esclusivamente a follie industriali: qualsiasi operazione finanziaria valutata 10 conclusa a 100; amministratori delegati che più sprecano e più crescono; palazzinari che meno soldi hanno, più licenze ottengono; delinquenti fiscali che più complesso rendono il loro reato, più facilmente raggiungono la prescrizione; idee geniali accantonate; idee stupide strafinanziate...
(Agr - 20 marzo 2008 ore 00:26) Berlusconi esprime la sua contrarietà all'acquisto di Alitalia da parte di Air France e si dice sicuro che dopo il suo annuncio la compagnia franco-olandese rinuncerà alla trattativa, lasciando spazio all'ingresso di Air One. "Tale operazione sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa - ha aggiunto Berlusconi - il cui cda dovrebbe decidere domani, e di altri imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli''.
Ma dai, ma non può essere, ma nemmeno avendo i soldi si può essere così folli da prendere in considerazione l'acquisto di un'azienda in queste condizioni, senza preventivare tagli al personale e alla flotta simili a quelli prospettati da AirFrance. Solo con ulteriori ed impossibili finanziamenti pubblici un imprenditore o un banchiere italiano può seriamente vedere un affare nell'inserirsi in quest'operazione con più ottimismo. Nel caso lo Stato mettesse capitale a disposizione di Alitalia quest'ultima potrebbe non fallire. Sappiamo anche che nel caso avvenisse tutto questo, l'Europa avvierebbe una procedura di infrazione ampiamente annunciata nei confronti dell'Italia. Con la conseguente multa, i cittadini, noi, ci troveremmo a dover pagare due volte la sopravvivenza di un'azienda pubblica in forte perdita. Rimandandone la morte certa, ma indubbiamente più pesante per l'economia nazionale e per l'occupazione.
No, non è possibile. Nel caso queste esternazioni non facessero semplicemente parte di strappi tattici a favore di una trattativa che sembra chiusa dall'amministratore delegato di AirFrance, se Berlusconi avesse una larga maggioranza sia alla Camera che al Senato dovremo tenere conto fin d'ora di tre nuove tasse: una per finanziare la "salva Alitalia" (azienda a partecipazione familiare?), una per pagare la multa europea per la "salva Alitalia" e un'altra per pagare una multa per la "salva Rete 4 - ParteII". No, è pura follia